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Percorso formativo

Obiettivi

Il Dottorato - che si pone in linea di continuità con il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e con gli altri corsi di laurea attivi presso il Dipartimento di giurisprudenza – intende sostenere progetti di ricerca volti a coniugare l’attenzione per l’innovazione culturale, tecnologica e metodologica con cui le scienze giuridiche sono chiamate in questi anni a confrontarsi, con uno sguardo che ponga in primo piano i diritti della persona e la persona come referente principale del diritto. 

La crescente complessità dei fenomeni, che il giurista deve contribuire a gestire, rende quanto mai necessaria una chiara individuazione di solidi fondamenti valoriali, e il riferimento alla persona (motore dell’innovazione ma al contempo di essa in definitiva destinataria) come chiave di lettura della modernità individua un prezioso ancoraggio dei percorsi di ricerca. 

Il Dottorato vede la partecipazione di docenti provenienti da settori sia gius-privatistici sia gius-pubblicistici, sul presupposto che fenomeni come l’innovazione digitale e la creazione di valore ad opera degli utenti medesimi che ad essa è correlata, o la sostenibilità ambientale dello sviluppo economico, così come l’emersione e la costruzione di nuovi modelli produttivi, impongano una stretta correlazione del settore pubblico e di quello privato, nella prospettiva di concentrare sui diritti fondamentali della persona tanto la riflessione sulle direttrici di riforma della pubblica amministrazione e delle istituzioni nazionali ed europee, quanto le proposte sugli sviluppi del mercato, delle imprese e delle forme di lavoro; la partecipazione anche di docenti di settori storico-comparatistici va poi nella direzione di sviluppare nei dottorandi una sensibilità metodologica che tenga conto degli aspetti sociali, economici, culturali di un determinato contesto spazio-temporale, sviluppando capacità di adattamento e relativizzazione delle soluzioni giuridiche.

Struttura dell'offerta formativa

Anche la struttura dell’offerta formativa è costruita mettendo in primo piano i profili di interdisciplinarietà. 
Accanto a tre corsi di 20 ore ciascuno destinati a fornire ai dottorandi del primo anno un inquadramento metodologico della ricerca in ambito giuridico (Metodologia della ricerca giuridica e sociale; Comunicazione e disseminazione della conoscenza; Theories of Justice), nel corso del primo e del secondo anno è prevista la partecipazione dei dottorandi ad almeno 10 seminari (per ogni anno) di 3-4 ore ciascuno, organizzati a rotazione dai diversi settori afferenti al Collegio dei docenti, seminari ai quali i dottorandi del primo anno devono fornire un contributo attivo (svolgendo il ruolo di discussant rispetto alla relazione tenuta dal docente esterno invitato per l’occasione), in ambiti disciplinari diversi da quello in cui svolgeranno il loro progetto di ricerca. 
 
L’idea formativa alla base di questa impostazione è che, soprattutto nei primi anni del dottorato, è fondamentale che i dottorandi si confrontino con studiosi di discipline diverse, per una duplice ragione: innanzitutto perché è importante che essi siano in grado di orientarsi nello studio e nella ricerca di materie diverse da quella specifica oggetto del loro percorso, e poi perché il confronto con altre discipline è spesso fonte di suggestioni e di ispirazione per affrontare in modo più creativo ed originale la ricerca nel proprio ambito specifico. Ulteriore elemento di interdisciplinarietà è infine rappresentato dai momenti di confronto previsti ogni anno tra i dottorandi dei diversi cicli, in cui vengono esposti e discussi con i colleghi e con i docenti le ricerche relative ai molteplici settori scientifico-disciplinari afferenti al dottorato.
 
Il Dottorato prevede poi che ogni dottorando trascorra (normalmente durante il secondo anno di corso) un periodo di ricerca di almeno 6 mesi presso un’Università o un istituto di ricerca straniero, in modo da arricchire il proprio bagaglio culturale attraverso il confronto con studiosi di altri ordinamenti.

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